LAS

di LUCA FRANCESCHINI

1

Las ha trovato il modo di scappare. Finalmente.

Ha atteso questo momento per molto tempo, ora ecco arrivare l’occasione giusta. Tra poco, mentre tutti i suoi aguzzini saranno occupati a mangiare, a godersi l’indigestione, fino a scoppiare. Quando tutti i vermi di carne dormiranno il sonno dell’ingordigia. A banchetto finito, saranno sazi e strafogati, fieri di aver distrutto un branco di mortinsetti. Quando li avranno già ripetutamente ridotti  in poltiglia, digeriti e qualcuno anche defecati, nel silenzio che seguirà all’orgia, per Las sarà facile fuggire dallo spazio in cui è segregato. Ormai in pochi sono rimasti svegli. Ci siamo quasi.

2

Las ricorda a malapena come è arrivato fin lì.

Un tempo era libero. Lui era solo un banale omuncolo di legno che vagava per la Zona, solitario. La sua piccola struttura fisica aveva preso forma con tanti legnetti uniti insieme. Non ricordava come era nato, né perché. Non aveva bisogno di cibo, né di riposo. Soltanto, gli bastava camminare. Solcare il suolo di polverosa roccia rossa senza fermarsi. In attesa di niente. Un passo dietro l’altro. In linea retta. Sempre avanti. Senza mai guardarsi indietro. Questo era: un costrutto.

Las non aveva meta. Non cercava nulla. Non aveva un percorso da seguire. Ciò che incontrava nel suo percorso era imprevisto e casuale. Fu così che arrivò all’orlo della Zona, in un angolo senza via di fuga. La tana di quegli animostri, i vermi di carne.

A Las non interessava parlare, a Las non interessava visitare i loro rifugi. Erano essenze come altre che aveva già incontrato nel suo itinerario. Le avrebbe superate senza fermarsi.

Invece loro lo videro e lo avvicinarono. Era una cosa nuova per Las.

Lo convinsero, gentili. Lo accolsero come si accoglie un ospite speciale.

I vermi di carne erano brutti, rotoli di carne rossa e bianca, a volte marrone. Nell’aria il tanfo di avariato e marcio, guasto. Las invece era bello, col suo strutturato e funzionale corpo di omuncolo e i suoi legnetti chiari e levigati.

Continua su Il Buio, numero 5

Luca Franceschini è nato a Barga (LU) nel 1980. È cresciuto e vive a Lucca, respirando fumetti e interessandosi di scrittura, poesia e musica. È stato finalista al Lucca Underground Festival Contest nel 2015 e nel 2016. Nel 2015 è risultato secondo classificato al Premio per sceneggiatori di fumetti Ade Capone.

Dal 2016 collabora con l’editore Cronaca di Topolinia per il quale cura la serie a fumetti noir/hard boiled Lucky Town, la serie di fantascienza Lunar Lex e lo storico-fantascientifico Nyx. Collabora anche con Bugs Comics scrivendo per le riviste Mostri e Alieni.

Con Delos Digital ha pubblicato il racconto Alternative Birth Experiment nella collana Futuro Presente  e i racconti L’orologio a pendolo e Cinquecento Anime nella collana Horror Story.

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