NUMERO 5

LA SPOSA PIANGENTE

di CARRIE LABEN

Il nastro sta ancora registrando? Oh, non si usa più il nastro? Molto furbo. Benissimo.

Ma sul serio, ti sei fatta tutta questa strada per venire a intervistarmi a proposito della mia famiglia e ora ci ritroviamo a parlare di fantasmi! Ora, nel ventunesimo secolo, nel magico secolo del futuro che ci avevano promesso? No. Non credo nei fantasmi, perché la sposa piangente non ci ha mai perseguitato. Dio solo sa che, se c’era qualcuno che aveva tutte le ragioni per farlo, quella era lei. Forse pensi che la questione mi preoccupi, ora che sto per compiere ottantanove anni, ma non è così. Potrebbe sorprenderti, ragazza mia, scoprire che sono decisamente soddisfatta di tutto ciò che ho fatto.


LAS

di LUCA FRANCESCHINI

Las ha trovato il modo di scappare. Finalmente.

Ha atteso questo momento per molto tempo, ora ecco arrivare l’occasione giusta. Tra poco, mentre tutti i suoi aguzzini saranno occupati a mangiare, a godersi l’indigestione, fino a scoppiare. Quando tutti i vermi di carne dormiranno il sonno dell’ingordigia. A banchetto finito, saranno sazi e strafogati, fieri di aver distrutto un branco di mortinsetti. Quando li avranno già ripetutamente ridotti  in poltiglia, digeriti e qualcuno anche defecati, nel silenzio che seguirà all’orgia, per Las sarà facile fuggire dallo spazio in cui è segregato. Ormai in pochi sono rimasti svegli. Ci siamo quasi.


ALDILÀ

di SHARI PAUL

Questa volta, pensa prima di aprire gli occhi, questa volta ha raggiunto Duat.

E per un momento, quasi ci crede. Il profumo si diffonde lentamente dal capo della dea. La polvere del deserto gli graffia il viso prima che venga accuratamente lavata via. E gli incantesimi del sacerdote sono quasi corretti. Se si concentra, può fingere che sia un novizio che sta eseguendo la sua cerimonia per i morti. È la musica che rovina l’illusione.


SINCRONIA

di FABRIZIO DI FILIPPO

Carezzerò la tua pelle bianca, sfiorerò i capelli aridi e poserò un bacio sulle tue labbra gelide.

Poi mi allontanerò.

Le gambe cederanno. I pochi amici presenti mi sosterranno, accompagnandomi alla panca di legno. Da lì osserverò il tuo feretro con occhi asciutti e membra tremanti.

Dopo che tutte le parole saranno pronunciate, ci alzeremo. Serrata nell’involucro eterno, sfilerai sulle tue nuove ruote. Ti vedrò partire per il tuo ultimo viaggio, ti allontanerai, e ancora non riuscirò a piangere.

SINCRONIA

di FABRIZIO DI FILIPPO

Carezzerò la tua pelle bianca, sfiorerò i capelli aridi e poserò un bacio sulle tue labbra gelide.

Poi mi allontanerò.

Le gambe cederanno. I pochi amici presenti mi sosterranno, accompagnandomi alla panca di legno. Da lì osserverò il tuo feretro con occhi asciutti e membra tremanti.

Dopo che tutte le parole saranno pronunciate, ci alzeremo. Serrata nell’involucro eterno, sfilerai sulle tue nuove ruote. Ti vedrò partire per il tuo ultimo viaggio, ti allontanerai, e ancora non riuscirò a piangere. Non lo farò quando vedrò la fossa scavata di fresco. Non ci riuscirò nemmeno quando ti caleranno e la terra inizierà a piovere sulla cassa lucida che ti abbraccia.

Le lacrime arriveranno solo dopo. O forse prima. Prima ancora che tu sia morta.

Piangerò quando non sarò più in grado di distinguere ieri da domani. Piangerò quando penserò di poter fare ancora qualcosa per salvarti e saprò che non c’è niente, assolutamente niente, che io possa fare.   

Laura, ti scrivo una lettera che non ti consegnerò. E non tanto perché conosco data e circostanze precise della tua morte, come anche della mia, ma perché non capiresti, non potresti capire. Ti scrivo per comprendere io stesso, per ancorarmi a qualcosa, mentre tutto attorno a me scivola e scorre da una parte all’altra.

È difficile spiegare qualcosa quando si è perso ogni punto di riferimento. Solo adesso che non mi è più possibile, mi rendo conto di quanto sia importante ordinare ogni evento, ogni pensiero, ogni caso, sia pur accidentale, lungo un’asse temporale. Tutto quanto accade adesso, oppure un’ora fa, domani o ieri l’altro, tra un mese o tre anni fa. Niente succede al di fuori di queste coordinate. Ciò che si trova al di fuori è perso per sempre.

Io sono perso per sempre. Lo sono per mia scelta. Il mio essere si muove fuori da ogni riferimento cronologico, strappato da ogni contesto temporale. Tutto accade, è accaduto, accadrà, nello stesso momento.

Laura ti amo. Ti amerò. Ti ho amata.     

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La vita di Fabrizio Di Filippo si snoda, senza apparente equilibrio, tra Firenze, la città in cui è nato nell’estate del 1962 e dove si è laureato in Letteratura italiana, Roma, dove lavora come consulente informatico e Treviso, città in cui vive e scrive.

Dopo essersi a lungo considerato un umanista casualmente prestato all’informatica, ora gli piace vedersi come un informatico prestato alle lettere che si dedica all’antica passione per la letteratura di genere.

Ha pubblicato L’esule dai sogni per Delos Digital e racconti per le raccolte di Giovane Holden edizioni.

ALDILÀ

di SHARI PAUL

traduzione di Francesca Della Bona

Questa volta, pensa prima di aprire gli occhi, questa volta ha raggiunto Duat.

E per un momento, quasi ci crede. Il profumo si diffonde lentamente dal capo della dea. La polvere del deserto gli graffia il viso prima che venga accuratamente lavata via. E gli incantesimi del sacerdote sono quasi corretti. Se si concentra, può fingere che sia un novizio che sta eseguendo la sua cerimonia per i morti. È la musica che rovina l’illusione.

È completamente sbagliata, e nel corso dei secoli da quando si è svegliato per la prima volta è stata sempre sbagliata. “La musica è perduta” gli aveva detto uno dei suoi precedenti padroni, “perché la tua gente non aveva ancora inventato un metodo per scriverla”.

Apre gli occhi su un crudele facsimile di un tempio di Osiride. Un attendente con indosso la maschera di Anubi sta di guardia accanto al suo sarcofago mentre altri tagliano i bendaggi e lo puliscono per la presentazione. Il suo nuovo padrone, poiché non ha mai visto prima né questo viso né questi abiti, ha rinunciato alla farsa di vestirsi da Osiride e tutto sommato gli è grato per questo. Agli inizi, prima che scoprissero che non avevano bisogno di usare il suo dio per controllarlo, pensavano fosse necessario perché funzionasse.

Accanto al suo nuovo padrone c’è un altro uomo, con indosso abiti simili ma con la maschera da ibis di Thot. Non regge alcuna pergamena, un’altra novità, bensì una strana tavoletta di un qualche materiale che non è esattamente pietra. La Ma’at di questa era è alta e dai capelli scuri, i suoi occhi del colore dei lapislazzuli, e lo fissa, le labbra e le unghie rosse come sangue.

Di Ammit non si sono preoccupati. La sua forma è una statua seduta silenziosamente accanto a una bilancia. Il suo cuore perde un colpo quando se ne accorge, e di nuovo quando avverte il richiamo dei suoi amuleti funerari mancanti. La rabbia che lo invade subito dopo è una vecchia amica.

«È sveglio?» chiede il suo nuovo padrone.

«Sì» dice la donna nel ruolo di Ma’at. Distoglie lo sguardo da lui per rivolgerlo al congegno che ha tra le mani, simile a quello di Thoth, e aggiunge: «E giusto in tempo. I nostri ospiti d’onore sono qui, e hanno portato gli amuleti come hai richiesto».

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Shari Paul è una scrittrice di speculative fiction proveniente da Trinidad e Tobago. Impiegata di giorno, Shari scrive avventure in strani nuovi mondi di notte. Suoi racconti compaiono su FIYAH Literary Magazine e sono stati premiati con un premio alla scrittura creativa dalla University of the West Indies nel 2009.

È laureata in Letteratura Inglese e al momento sta completando il suo percorso di studi in scrittura creativa presso la UWI.

LAS

di LUCA FRANCESCHINI

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Las ha trovato il modo di scappare. Finalmente.

Ha atteso questo momento per molto tempo, ora ecco arrivare l’occasione giusta. Tra poco, mentre tutti i suoi aguzzini saranno occupati a mangiare, a godersi l’indigestione, fino a scoppiare. Quando tutti i vermi di carne dormiranno il sonno dell’ingordigia. A banchetto finito, saranno sazi e strafogati, fieri di aver distrutto un branco di mortinsetti. Quando li avranno già ripetutamente ridotti  in poltiglia, digeriti e qualcuno anche defecati, nel silenzio che seguirà all’orgia, per Las sarà facile fuggire dallo spazio in cui è segregato. Ormai in pochi sono rimasti svegli. Ci siamo quasi.

2

Las ricorda a malapena come è arrivato fin lì.

Un tempo era libero. Lui era solo un banale omuncolo di legno che vagava per la Zona, solitario. La sua piccola struttura fisica aveva preso forma con tanti legnetti uniti insieme. Non ricordava come era nato, né perché. Non aveva bisogno di cibo, né di riposo. Soltanto, gli bastava camminare. Solcare il suolo di polverosa roccia rossa senza fermarsi. In attesa di niente. Un passo dietro l’altro. In linea retta. Sempre avanti. Senza mai guardarsi indietro. Questo era: un costrutto.

Las non aveva meta. Non cercava nulla. Non aveva un percorso da seguire. Ciò che incontrava nel suo percorso era imprevisto e casuale. Fu così che arrivò all’orlo della Zona, in un angolo senza via di fuga. La tana di quegli animostri, i vermi di carne.

A Las non interessava parlare, a Las non interessava visitare i loro rifugi. Erano essenze come altre che aveva già incontrato nel suo itinerario. Le avrebbe superate senza fermarsi.

Invece loro lo videro e lo avvicinarono. Era una cosa nuova per Las.

Lo convinsero, gentili. Lo accolsero come si accoglie un ospite speciale.

I vermi di carne erano brutti, rotoli di carne rossa e bianca, a volte marrone. Nell’aria il tanfo di avariato e marcio, guasto. Las invece era bello, col suo strutturato e funzionale corpo di omuncolo e i suoi legnetti chiari e levigati.

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Luca Franceschini è nato a Barga (LU) nel 1980. È cresciuto e vive a Lucca, respirando fumetti e interessandosi di scrittura, poesia e musica. È stato finalista al Lucca Underground Festival Contest nel 2015 e nel 2016. Nel 2015 è risultato secondo classificato al Premio per sceneggiatori di fumetti Ade Capone.

Dal 2016 collabora con l’editore Cronaca di Topolinia per il quale cura la serie a fumetti noir/hard boiled Lucky Town, la serie di fantascienza Lunar Lex e lo storico-fantascientifico Nyx. Collabora anche con Bugs Comics scrivendo per le riviste Mostri e Alieni.

Con Delos Digital ha pubblicato il racconto Alternative Birth Experiment nella collana Futuro Presente  e i racconti L’orologio a pendolo e Cinquecento Anime nella collana Horror Story.