ANDATE E CONSUMATE

di STEFANO LAPADULA

Sbadigli. Questa mattinata ti sembra non finire mai. Stai disegnando sul tuo quadernetto nero. È l’intervallo e in aula sei solo. Alzi lo sguardo alla finestra e mi guardi. La tua espressione resta atona mentre delinei gli ultimi tratti del disegno. Hai discrete doti artistiche: hai rappresentato realisticamente il paesaggio che vedi dai vetri sporchi. La strada è grigia, gli alberi scheletrici, il prato del parco giallastro. Il cielo è spento e il sole una macchia di senape incrostata su una tovaglia vecchia. Non un’anima viva si aggira per la città silenziosa.

Solo io. Sono in piedi tra le betulle del parco, rigido come una di loro, e indosso un vecchio completo nero. Non distingui i miei lineamenti ma lo sai, sai che ti sto osservando. Io vi osservo tutti. Be’, anche tu ami guardare: le altre persone, il cielo, me, i porno.

Posi la matita e ti alzi. Devi andare in bagno. Il corridoio è infestato di adolescenti brufolosi e maleodoranti che non fanno altro che starnazzare. Tiri dritto. Qualcosa d’improvviso ti urta con violenza alla schiena. Ti volti, stupito. È Stella. Sta piegata in due, una mano sullo stomaco e una sulla bocca. La inquadri: una ragazzina popolare, intelligente, gentile, solare e bellissima come un angelo di Evangelion. Prima che tu possa mettere a fuoco il dettaglio della situazione ti ritrovi la camicia gocciolante del suo vomito. In corridoio scende il silenzio.

Resti immobile mentre lei vomita e vomita ai tuoi piedi. Tossisce. «S-scusa».

«Tranquilla».

«Andavo in bagno…»

«Tranquilla». Sei impassibile.

«Chiamo…» ansima «… i bidelli?»

Qualcosa nei tuoi boxer si muove. «No. Mi arrangio.» La lasci a terra riversa tra i suoi rigurgiti e vai in bagno. Ti chiudi nella cabina, smanioso. Sospiri. Ti abbassi i pantaloni e usi il vomito di Stella come lubrificante in uno spettacolare uno contro cinque.

*

È un pomeriggio gelido e vuoto, come sempre. Sei in camera tua, tende tirate e luce spenta. Il televisore è acceso col volume al minimo. Sei solo in casa. Gli unici suoni sono quelli della pioggia e delle tue dita che battono sulla tastiera. Hai diverse schede aperte su forum del Deep Web, più per noia che per altro. Ti arriva un messaggio nella casella di posta. Ti porti una patatina alla bocca e lo apri.

?: Buongiorno, caro membro della nostra community. In base alle Vostre attività recenti Vi inviamo a titolo pubblicitario un nuovo prodotto presente nel nostro catalogo. Grazie per l’attenzione e buona giornata.

Il messaggio contiene un link cifrato in “.onion”. Ti assicuri di avere tutte le precauzioni necessarie, tutti gli antivirus e i sistemi di difesa attivati, e lo apri. Un normalissimo annuncio di un sito di schiavi umani. Leggi le caratteristiche del prodotto e i tempi di spedizione, poi arrivi alle foto. Ne sei rapito. È una bellissima bambina di sei anni, sorridente, bionda e dagli occhi blu cobalto, magnetici. La fissi attonito: è un colpo di fulmine. Sarà tua. Scrolli la pagina fino al prezzo in Bitcoin e inorridisci: non te la puoi permettere.

Non trovando soluzione decidi di sfogarti masturbandoti su uno snuff. Suona il citofono. Ti tiri su i pantaloni, maledici ogni santo esistente e ne inventi di nuovi. Mentre scendi le scale provi in tutti i modi a estinguere l’erezione – pensi agli zombie, a tua nonna nuda, alle verifiche di matematica – ma esplode più feroce che mai quando apri la porta e trovi Stella.

Lei abbassa gli occhi ai tuoi pantaloni e non li alza più. «Ciao!♥ Mi sono trasferita qui, in quella casa, proprio quella, guarda, hai presente l’appartamento in affitto?»

Annuisci perché non stai ascoltando. Sei troppo impegnato a guardare le forme della ragazzina sotto ai vestiti attillati, i capezzoli come spine contro la magliettina, il cameltoe dei leggings.

«Starò qui un mesetto… Stanno ristrutturando la villa di famiglia; io sono qui da sola, i miei sono andati a Londra a trovare mia sorella gemella. Lei studia lì.» Sorride, lasciando intendere un “quella stronza”. «Quindi, se ti va, ogni tanto possiamo studiare assieme♥. Niente, volevo dirti questo. Ci vediamo! Vieni quando vuoi♥».

Sorridi sghembo. «Ci stavo provando». E chiudi la porta.

*

Fuori dalla camera il tramonto è un’esplosione di chiaroscuri. Ti alzi, ti stiracchi, ti gratti il culo. Non riesci a toglierti dalla testa quella bambina. Scosti la tenda. Il tramonto nero invade la tua cripta. Sì, sono qui. Il sole mi trasforma ai tuoi occhi in un’ombra celestiale. Sono rigido come un palo, ma il mare dei miei tentacoli più scuri del buio è una massa viva che si contorce. Sono bellissimo, vero? Distogli gli occhi dal tuo Messia e guardi in alto. Resti col fiato sospeso. Hai una visione frontale dell’attico di Stella. E lei è sul divano, sdraiata a leggere un libro.

Nuda.

I tuoi occhi sembrano aver visto Dio. No, non è un sogno. Un imperio divino ti fulmina, qualcosa di naturale e inesorabile: abbassi i pantaloni e alleni il bicipite. La visione ti travolge come un treno travolgerebbe una vecchietta.

Spremuto il caldo nettare in un fazzoletto, ti fermi ansimante a guardare e pensare. Carezzi con gli occhi ogni curva di quel corpo perfetto, con la fantasia violi Stella in ogni modo pensabile e non. E intanto un senso di disagio cresce in te, pressante: se solo esistesse un modo per fermare il tempo, fissare un’immagine nell’eternità…

Posi lo sguardo sul tuo cellulare. “Se solo”. Un sorriso angelico si dipinge sul tuo volto. Metti il telefono sul davanzale e fai partire un video. Ancora scosso dalla tua grande idea, vieni nuovamente folgorato dal genio. Hai il video di una minorenne nuda. Sul Deep Web pagherebbero per una cosa del genere. Pagherebbero…

*

Stella gira nuda per casa tutto il giorno. Svolge azioni quotidiane – guardare la televisione, giocare ai videogame, stare al computer – che sono costantemente riprese da una telecamera. Su un sito del Deep Web decine di paganti seguono in streaming ogni giorno la sua vita e commentano.

1: e bellixima

2: quanto vorrei passare un pò di tempo con lei

3: kissà cosa fà qndo se ne và dalla stanza

4: o di kosa parla qnd e al telefono o con altre persone

Il pensiero di stare spiando una ragazzina minorenne nuda senza che lo sappia, be’, ecciterebbe chiunque. Io continuo a guardare te e Stella, imperscrutabile e solido come una quercia. Sembri soddisfatto: seppure lentamente, stai accumulando i soldi necessari a comprare la bambolina che vuoi.

Finché, un giorno, ti arriva uno strano messaggio da uno spettatore. Resti paralizzato.

?: Buongiorno, gentile proprietario dello streaming. Sono disposto a pagare la cifra sotto spoiler se farete uno snuff movie con la vostra vicina minorenne. Scrivetemi se interessato. Buona giornata.

[show spoiler]

Apri lo spoiler. I tuoi occhi luccicano, pieni di tutti quegli zeri. Devi solo dire di sì. Sono tantissimi. Chiudi gli occhi. Ti serve quella bambina. Hai bisogno di possederla per essere felice. Non la tratterai come tutti gli altri prodotti. Gli altri bambini, quelli economici acquistati dalla Cina, li usi per qualche giorno e poi li rompi e li mangi. Lei no, non la mangerai. La terrai come il tesoro più grande del mondo, una schiava, una succube. Tutta tua.

La tua attività va alla grande, ma per quanto durerà? Finché il Messia è con te devi sfruttare l’occasione e comportarti da buon fedele. Senza azzardo un’impresa non può andare avanti, hai imparato questo dalla vita.

Devi solo andare da Stella e stuprarla, torturarla e ucciderla (non per forza in quest’ordine), tutto qui, ed eccoti servito l’oggetto dei tuoi sogni. Esiti, ma non è indecisione: è la fiera che, messa all’angolo la preda, si gusta l’istante prima di saltare.

È giusto quello che stai facendo? Nella vita, be’, non c’è un giusto o uno sbagliato. Ogni sistema di valori è inventato dagli uomini e cambia nel tempo, non c’è niente di stabile se non la propria volontà nel presente: e la tua volontà grida a gran voce di essere ascoltata. Anche se la vita non ha un senso o uno scopo, ognuno può trovare il proprio, che si rivela sempre lo stesso: il guadagno, schiacciare gli altri per ottenere ciò che si vuole, esaudire i propri desideri ed essere così felice. Fallo. Obey your master. La vita è una merda.

La tua coscienza è di fronte a una scelta coraggiosa. Ponderi le conseguenze, la legge, le ripercussioni nella tua vita privata… Spalanchi gli occhi e hai già risposto. Sì. Sospiri. Ora devi solo scrivere a Stella.

Tu: hey stella, ti va se studiamo assieme?

Stella: ehilà! certo 🙂 i miei tornano domattina con mia sorella, ma io ho l’appartamento libero fino a domani sera… pomeriggio va bene?

Per un pelo.

Tu: benissimo 😀

Stella: a domani allora ♥

*

Ti presenti puntuale alla porta dell’appartamento di Stella, già addosso il mascherone di Guy Fawkes, in una mano la valigetta degli attrezzi e nell’altra la chiave inglese. La colpisci in testa prima che possa anche solo dire «ciao» e afferri il corpo esanime. Te la carichi in spalle, varchi la porta, la chiudi e sali le scale. Arrivato nell’attico, leghi la ragazzina al divano e ti prepari. Apri il computer sul tavolo, entri nella tua pagina del Deep Web e ti colleghi via webcam al ricco mandante.

Stella apre gli occhi, stordita; poi ti vede e sgrana gli occhi. Non sai se ti abbia riconosciuto o meno, prova a parlare ma l’hai imbavagliata.

?: toglile i vestiti

Esegui gli ordini con piacere. Il corpo fiorente di Stella ti accende gli istinti più reconditi.

?: la frusta, usa la frusta

Apri la valigetta ed estrai l’oggetto, nero e minaccioso come un serpente. Gli occhi di Stella sono supplicanti, in lacrime, dal bavaglio salgono mugugni sommessi. Sei così eccitato… Saetti il primo colpo e una striscia rossa si disegna sulle gambe della ragazza. Urla, ma per fortuna dal bavaglio si sente a malapena.

«Ssh… Ora io e te ci divertiamo. Ci divertiamo, hai capito? Ti stai divertendo?»

?: frustala ancora

Due, tre, cinque colpi. La ragazza è in un bagno di lacrime e il divano inizia a macchiarsi di sangue.

?: divertiti un po’ con lei, usa la tua fantasia

Non te lo fai ripetere. Ti abbassi i pantaloni e ti sdrai sul corpo della ragazzina. Lei ti guarda, supplicante. Quello sguardo… Mentre consumate ti alzi in parte la maschera e la lecchi. Nel frattempo, nella foga, peschi un attrezzo alla cieca dalla valigetta. Un bisturi. Perfetto. Lo usi per traforare il suo corpo, dalla testa ai piedi, mentre la baci, la lecchi, la mordi, la mangi. L’odore metallico del sangue è inebriante, il sapore della ragazza è delicato come quello d’una pesca. Le tue mani corrono sulle sue curve, morbide e calde, e stringono con violenza a sottolineare la proprietà.

?: fermo, ho un’idea: ricopriti l’indice di carta vetrata e via.

È un genio. Sorridi. Il mandante ti piace sempre di più.

Esegui l’ordine, tra urla soffocate, lacrime e sangue. Più forte delle urla, l’attico risuona di un chop chop di carne macellata. Dopo un po’ il mandante si annoia e ti dice di passare alle maniere forti. Annuisci ed estrai gli strumenti da professionista.

Io, in strada, sono agitato. I miei tentacoli guizzano come le code di un re dei ratti. Tu assecondi il movimento e la stanza si tinge lentamente di rosso. Quando ormai il cuore della ragazza è fermo da un’ora, il mandante si stanca e si scollega. Getti la maschera da un lato e ti asciughi il sudore dalla fronte, ansimante. Ti accovacci davanti al cadavere sbrandellato, il tuo capolavoro, ed estrai dalla valigetta il quadernetto e una matita. Squadri quel che rimane della ragazza e inizi a disegnare una bozza.

Qualcuno da un corridoio buio dell’appartamento applaude. «Fantastico! Che spettacolo, bravissimo!♥» Una risata cristallina. Il tuo cuore manca un battito. Ti guardi attorno, confuso. Il terrore ti paralizza. Quella voce è di… La figura esce lentamente dalle tenebre, cantilenando: «Un, due, tre…» Stella! «È adorabile come sei stato perfettamente al mio gioco. È – o meglio, era – mia sorella. La odiavo.» Ride ancor più forte. Tu sei immobile. «Ero io dietro a tutto. Mi hai fatto divertire da matti. Grazie♥. Ho un premio per te, per essere stato al mio gioco».

Nella mano destra, chiusa a pugno, tiene una catena, che tira. Qualcosa nel buio si muove e si mostra alla luce. Resti col fiato sospeso. È la bambolina che volevi comprare. Lì, davanti a te, che ti guarda spaventata, candida come una rosa. È ancora più bella che in foto. Stella ti porge la catena e tu, mano tremante, la afferri.

«Cosa vuoi fare del cadavere di mia sorella?» chiede con nonchalance.

«Mangiarlo. Detesto gli sprechi».

«Mi inviti a cena?♥»

Non sai cosa rispondere. I tuoi occhi sono inchiodati in quelli grandi della bambina. «Perché io?»

«Perché mi piaci». Stella fa un passo verso di te. La ami.

«Be’, anche tu sei…»

«Mettiamoci assieme». Si ferma davanti a te e ti guarda dritto negli occhi. Prende la catena della schiava e la lega a una gamba del tavolo. Poi si alza in punta di piedi e ti bacia, mordendoti le labbra e la lingua. Tu ricambi, stringendo il suo corpo a te.

Intanto porti una mano a una tasca dei pantaloni e stringi la boccetta di cloroformio. Cerchi di tirarla fuori con lentezza. Stella se ne accorge. Ti morde forte e senti il sapore del tuo sangue. Ti spinge e ti dà una ginocchiata ai genitali urlando uno yeehaw! Sgrani gli occhi e ti accasci in ginocchio. La bambolina si rannicchia in un angolo e piange. Stella ansima e ride.

«Che cazzo volevi fare?♥» Si porta una mano al fondoschiena ed estrae dai jeans una rivoltella. Se la mette tra le gambe e le stringe. «Ora vieni qui. Voglio che te la metti in bocca♥». Resti immobile, le mani alle parti basse, rantolante. «Fallo o ti ammazzo!» sbraita. «Per favore♥».

Ti avvicini. Dischiudi le labbra e le avvolgi sulla canna della pistola. «Che brava puttanella che sei♥» ti canzona. Abbassa una mano all’arma. «È carica, sai? Ma non preoccuparti, piccino, è solo un proiettile su sei♥.» Ti fermi, incredulo. Fai per ritrarti ma Stella ti afferra la testa con l’altra mano e ti fa arrivare la canna in gola. Poi preme il grilletto. Vedi il cane scattare e chiudi gli occhi. Clic.

Niente.

La guardi. Lei ride e lascia cadere la rivoltella. «Sono così eccitata…» Si mette a cavalcioni su di te, ridendo sempre più isterica. Il riso contagia anche te. Presto il freddo attico risuona di risate come un luna park. Vi abbracciate, vi baciate, vi graffiate. Lei ti lecca un orecchio e ti sussurra: «Prendimi sul cadavere di mia sorella♥». Sorride, lasciando intendere un “quella stronza”.

Sorrido anche io, guardandovi. Siete così carini. Volto le spalle e mi incammino. Tutto è ben quel che finisce bene. La giustizia divina non sbaglia un colpo. Seguite il mio Verbo, figli miei: andate e sfogate la vostra volontà, la redenzione sarà vostra. Andate e consumate.

*

Stefano Mina Lapadula scrive racconti da dieci anni ed è attualmente studente universitario di scienze naturali.
Appassionato di horror e splatter, sperimenta stili e generi diversi, alla ricerca di una propria voce.

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