ULTIMO NUMERO

LA STAGIONE DEI SERPENTI

di ERIN ROBERTS

Le prime le seppellimmo con cura. Adesso sembra una cosa stupida, ma che avremmo dovuto fare? Dopotutto, erano le nostre figlie. Avevo perfino vestito Sarah per l’occasione – agghindata nel suo vestito da festa, con il cotone giallo brillante che risaltava sulla pelle bruna e un motivo ricamato a mano a coprire il corpo disarmonico.

L’abbiamo adagiata in una piccola scatola di legno, nascosta in un buco scavato da Ray dietro casa, appena sotto il livello del suolo: solo il meglio per la mia primogenita.

 


PASSAGGIO PER ALTROVE

di GIOVANNA REPETTO

Che le mie sorelle avessero un segreto, mi era noto da sempre.

Agata aveva grandi occhi scuri. Quelli di Gemma brillavano, in un serpeggiare di sorrisetti furbi. Fra loro non c’era nemmeno un anno di differenza. Io ero molto più piccola, destinata a correre dietro a quella che mi sembrava, in loro, una totale consapevolezza del mondo.

Giocavamo insieme, poi d’un tratto scoprivo d’esser sola. Si appartavano a confabulare, unite da una cosa impalpabile che mi riempiva d’invidia.

A volte sparivano davvero.

 


UN TRISTE RESOCONTO DELLA FINE DEL CLUB DEL LIBRO BODY HORROR

di NIN HARRIS

Quando le pareti sono sottili, ogni vicino è un criminale e un assassino. Le sirene della polizia urlano ogni notte tra la mezzanotte e le tre del mattino. Un’ordinaria cacofonia che dà adito alle speculazioni. Chi sarà il prossimo a essere derubato? Chi verrà ucciso?

Ogni notte ti chiedi se toccherà a te.

Anche stanotte è così. Stanotte è diverso. Dal soffitto, il solito fracasso della musica techno sovrasta il rumore soffocato di un trapano che, ne sei abbastanza sicura, vìola il codice di comportamento condominiale. Hai concluso che al piano di sopra ci vive uno che si occupa di costruzioni.

 


IL CANTO DEI MORTI

di PAOLO DI ORAZIO

Grande Cimitero comunale.
Pace, immobilità. Tiepida luce del mattino. Rugiada sull’edera, nebbia dolce tra le case dei morti.
E dalla piccola collina delle querce, dove sono i sepolti senza nome, una voce inizia un canto.

Cielo turchese meraviglioso,
carezzato da vento tiepido e pulito.
Bagliore del sole prodigioso,
abbraccio e conforto dall’infinito,
mio bacio amoroso.
Qui tra le querce il freddo è ormai sparito.
È primavera qui, nel giaciglio dell’eterno riposo.